Il sito ha l'obiettivo di accogliere, custodire e tramandare la S. Messa apostolica secondo il rito ambrosiano (detto anche Vetus Ordo).
La liturgia scultorea d'oggi incide sulla Chiesa a parole di marmo che la salvezza è sicura per chi proprio la vuole. Vita vivet! Dice, con antica e magnifica espressione, del peccatore che vuol convertirsi. Vivrà, non morirà! (Lez.). E San Paolo agli eletti della Chiesa di Dio fa sciogliere dal fondo del cuore il cantico della grazia divina (Ep.). Questa certezza è basata su Cristo, Pietra angolare, che nel vangelo proclama la Chiesa unica e infallibile salvezza del mondo.
Insieme a Medias Presse Info siamo lieti di aderire pienamente e senza riserve al comitato di supporto per le Consacrazioni del prossimo il 1° luglio a Ecône che ci invita a dimostrare pubblicamente il nostro sostegno.
Nuove minacce lasciano intendere che Roma potrebbe dichiarare scismatici non solo i Vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ma tutti i suoi Sacerdoti, religiosi e fedeli: vogliono farci tremare di fronte a una dichiarazione canonica. Ma cos'è, se non la testimonianza scritta di ciò di cui Roma stessa ci accusa dal 1988: di aver respinto alcuni punti del Concilio Vaticano II, di non esserci sottomessi senza riserve a un'autorità che, per sessant'anni, ha smantellato incessantemente e metodicamente ciò che i nostri antenati ci hanno tramandato?
Non abbiamo cercato questa "rottura". L'abbiamo subita il giorno in cui hanno cercato di strapparci la Messa di San Pio V, il catechismo senza tempo, la dottrina sociale della Chiesa così come insegnata per diciannove secoli.
L'Arcivescovo Lefebvre si è semplicemente rifiutato di firmare la condanna a morte della Tradizione. Un'ulteriore qualificazione canonica non cambierà nulla: eravamo cattolici ieri, siamo cattolici oggi e rimarremo cattolici domani. Non si perde la fede del proprio Battesimo per decreto, soprattutto quando nella fede che professiamo non abbiamo cambiato una sola virgola. Pur essendo minacciati, accogliamo con favore ogni cosa, compreso il suo opposto. Ciò che colpisce è il contrasto.
Da un lato, un'incrollabile fermezza nei confronti dei Sacerdoti che non chiedono altro che di poter continuare a celebrare la Messa tradizionale e a trasmettere il catechismo che la Chiesa insegna da secoli. Dall'altro, una benevolenza, persino una promozione, che non vacilla mai quando si tratta di spalancare le porte del Vaticano: che si tratti di accogliere con grande sfarzo una "vescova" anglicana, di moltiplicare i gesti verso l'episcopato tedesco impegnato nella sua rivoluzione sinodale con le sue conclusioni apertamente eterodosse, o di chiudere un occhio sulla promozione, in certi ambienti ecclesiastici, di pratiche e richieste che la morale cattolica ha sempre condannato inequivocabilmente, tra cui l'omosessualità. E che dire dell'episodio delle statue di Pachamama, accolte e venerate nei giardini vaticani e persino all'interno di una chiesa, senza che ne sia mai scaturita alcuna sanzione?
L'inclusività di cui si parla tanto si arresta, quasi per caso, proprio dove inizia la fedeltà all'antico rito.
Noi, cattolici legati alla Tradizione della Chiesa, desideriamo esprimere pubblicamente il nostro sostegno alle Consacrazioni episcopali volte a garantire la trasmissione del Sacerdozio e la sopravvivenza dell’opera eroicamente iniziata dall'Arcivescovo Marcel Lefebvre.
Ecco il testo dell'appello che vi invitiamo a diffondere il più possibile:
Crediamo in tutto ciò che la Chiesa Cattolica ha sempre creduto, insegnato e trasmesso. Non abbiamo aggiunto né tolto una sola virgola alla fede che abbiamo ricevuto col Santo Battesimo. È proprio perché desideriamo rimanervi fedeli che aderiamo alla Santa Messa di sempre, al catechismo di sempre e alla dottrina insegnata da Cristo e trasmessa dalla Chiesa per duemila anni.
Le Consacrazioni non nascono da alcun desiderio di rottura o da ambizione. Rispondono a una necessità: senza Vescovi che ordinino i Sacerdoti e amministrino i Sacramenti, siamo condannati, e con noi i nostri figli, a non ricevere più la dottrina e i Sacramenti, questi ultimi generalmente corrotti nella chiesa postconciliare. Garantire questa continuità non è un atto di ribellione, ma un dovere di fedeltà.
Una qualificazione canonica, per quanto severa, non cambia la realtà: non si perde la fede del proprio Battesimo per decreto. Eravamo cattolici ieri, siamo cattolici oggi e rimarremo cattolici domani. Anche se veniamo etichettati come scismatici, se Roma, a livello conciliare e sinodale, lo ritiene opportuno, questo non altera la realtà dei fatti.
Sebbene questa ingiustizia sia scandalosamente evidente a tutti, in realtà è auspicabile; diventa la linea di demarcazione tra la Chiesa Cattolica, che custodisce la fede di tutti i tempi, e questa chiesa conciliare, che vuole scomunicarla mentre accoglie a braccia aperte i nemici provenienti dal mondo.
Se è volontà di Papa Leone scomunicare i Vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, allora anche io, fedele cattolico, chiedo la scomunica da questa chiesa conciliare e sinodale, alla quale non appartengo in alcun caso e che perverte ogni cosa, compresa la fede e la morale. «È dunque un dovere rigoroso per ogni Sacerdote che voglia rimanere cattolico separarsi da questa chiesa conciliare finché non ritorni alla tradizione del Magistero della Chiesa e della fede Cattolica» (Ar-civescovo Lefebvre, Cammino spirituale, Iris, 2010, p. 40).
Ecco perché, firmando questa lettera:
“Trasmettiamo ciò che abbiamo ricevuto”.
Dopo che una lancia squarciò il costato di Gesù, le misteriose profondità della Sua Divina Persona rimasero aperte per sempre alla fede e all'amore dei popoli. Di secolo in secolo la Chiesa non ha smesso di avanzare in questo regno di meraviglie celesti, e di prendere possesso degl'immensi tesori che vi sono racchiusi. Ma solo ai nostri ultimi tempi era riservato da Dio il gran dono di scoprire il luogo centrale e sorgivo del Sacramento nascosto da secoli in Dio (Epist.). Tutto il mondo soprannaturale gravita attorno al Sacratissimo Cuore di Gesù come a suo centro di sostegno e d'attrazione. Alle Sue fiamme d'amore ogni pagina di Vangelo si fa chiara; ai Suoi palpiti di vita è svelato il segreto della Chiesa. Che con senso di profonda armonia, dopo la Festa dell'Augusta Trinità e della Santissima Eucaristia, ci mostra nel Cuore di Gesù la ragione d'ogni luce e d'ogni grazia. Nel regno di Dio trionfa l'Amore.
Dichiarazione di Sua Eminenza il Card. Víctor Manuel Fernández,
Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede
In merito alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, si ribadisce quanto già comunicato. Le ordinazioni episcopali annunciate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X non hanno il corrispondente mandato pontificio. Questo gesto costituirà "un atto scismatico" (Giovanni Paolo II, Ecclesia Dei, n.3) e "l'adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio e comporta la scomunica stabilita dal diritto della Chiesa" (ivi, 5c; cfr. Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Nota esplicativa, 24 agosto 1996).
Il Santo Padre continua nelle sue preghiere a chiedere allo Spirito Santo di illuminare i responsabili della Fraternità Sacerdotale San Pio X affinché ritornino sui loro passi in merito alla gravissima decisione che hanno preso.
Dal Vaticano, 13 maggio 2026
Dichiarazione di Fede Cattolica rivolta a Sua Santità il papa Leone XIV di don Davide Pagliarani Superiore generale Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Beatissimo Padre, Da più di cinquant’anni la Fraternità San Pio X si sforza per manifestare alla Santa Sede il proprio caso di coscienza davanti ad errori che stanno distruggendo la fede e la morale cattoliche. Purtroppo, ogni discussione intrapresa è stata senza risultato, ogni perplessità espressa senza risposta effettiva. Da più di cinquant’anni, l’unica soluzione veramente presa in considerazione dalla Santa Sede sembra essere quella delle sanzioni canoniche. Con nostro grande rammarico, ci sembra che il diritto canonico sia dunque utilizzato non per confermare nella fede, ma per allontanare da essa…
Scarica il documento ufficiale.
Noi aderiamo con tutto il cuore e con tutta l'anima alla Roma cattolica custode della fede cattolica e delle tradizioni necessarie al mantenimento della stessa fede, alla Roma eterna, maestra di saggezza e di verità.
Noi rifiutiamo, invece, e abbiamo sempre rifiutato di seguire la Roma di tendenza neo-modernista e neo-protestante che si è manifestata chiaramente nel Concilio Vaticano II e dopo il Concilio, in tutte le riforme che ne sono scaturite.
Tutte queste riforme, in effetti, hanno contribuito e contribuiscono ancora alla demolizione della Chiesa, alla rovina del Sacerdozio, all'annientamento del Sacrificio e dei Sacramenti, alla scomparsa della vita religiosa, a un insegnamento naturalista e teilhardiano nelle università, nei seminari, nella catechesi, insegnamento uscito dal liberalismo e dal protestantesimo più volte condannati dal magistero solenne della Chiesa.
Nessuna autorità, neppure la più alta nella gerarchia, può costringerci ad abbandonare o a diminuire la nostra fede cattolica chiaramente espressa e professata dal Magistero della Chiesa da diciannove secoli.
"Se avvenisse - dice San Paolo - che noi stessi o un Angelo venuto dal cielo vi insegnasse altra cosa da quanto io vi ho insegnato, che sia anatema" (Gal. 1,8).
Non è forse ciò che ci ripete il Santo Padre oggi?
E se una certa contraddizione si manifesta tra le sue parole e i suoi atti, così come negli atti dei dicasteri, allora scegliamo ciò che è stato sempre insegnato e non prestiamo ascolto alle novità distruttrici della Chiesa.
Non si può modificare profondamente la lex orandi senza modificare la lex credendi.
Alla Messa nuova corrisponde catechismo nuovo, sacerdozio nuovo, seminari nuovi, università nuove, Chiesa carismatica, pentecostale, tutte cose opposte all'ortodossia e al magistero di sempre.
Questa riforma, essendo uscita dal liberalismo e dal modernismo, è tutta e interamente avvelenata; essa nasce dall'eresia e finisce nell'eresia, anche se non tutti i suoi atti sono formalmente ereticali. È dunque impossibile per ogni cattolico cosciente e fedele adottare questa riforma e sottomettersi ad essa in qualsiasi maniera. L'unico atteggiamento di fedeltà alla Chiesa e alla dottrina cattolica, per la nostra salvezza, è il rifiuto categorico di accettazione della riforma.
Per questo, senza alcuna ribellione, alcuna amarezza, alcun risentimento, proseguiamo l'opera di formazione sacerdotale sotto la stella del magistero di sempre, persuasi come siamo di non poter rendere servizio più grande alla Santa Chiesa Cattolica, al Sommo Pontefice e alle generazioni future.
Per questo ci atteniamo fermamente a tutto ciò che è stato creduto e praticato nella fede, i costumi, il culto, l'insegnamento del catechismo, la formazione del Sacerdote, l'istituzione della Chiesa, della Chiesa di sempre e codificato nei libri apparsi prima dell'influenza modernista del Concilio, attendendo che la vera luce della Tradizione dissipi le tenebre che oscurano il cielo della Roma eterna.
Così facendo siamo convinti, con la grazia di Dio, l'aiuto della Vergine Maria, di San Giuseppe, di San Pio X, di rimanere fedeli alla Chiesa Cattolica e Romana, a tutti i successori di Pietro e di essere i fideles dispensatores mysteriorum Domini Nostri Jesu Christi in Spiritu Sancto.
Amen. + Marcel Lefèbvre, 21 novembre 1974, nella festa della Presentazione di Maria SS.ma
Trascrizione della conferenza tenuta dall'Arcivescovo Marcel Lefebvre al seminario dell’Écône il 6 settembre 1990, due anni dopo le quattro consacrazioni episcopali fatte senza il mandato di Giovanni Paolo II. Leggi tutto
Don Claudio Crescimanno ci accompagna in un'attenta disamina della crisi della chiesa aiutandoci a focalizzarne ogni tappa e ogni causa ad essa collegata.
Parte 3. La crisi non nasce all’improvviso. È il risultato di un processo storico e dottrinale che si sviluppa nel tempo. Modernismo. Nouvelle Théologie. Concilio. Tre passaggi che hanno progressivamente modificato il rapporto tra la Chiesa e il mondo moderno, fino a un cambiamento di paradigma: da realtà da combattere e convertire a realtà da comprendere e abbracciare. Vai alla catechesi
Lo “stato di necessità”: che cos'è questo stato, e quali facoltà giuridiche permette di esercitare? È forse lo stato di necessità una sorta di giungla, di regressione a uno stato pre-sociale, o è invece una situazione straordinaria in cui si applicano norme straordinarie, mentre sarebbe erroneo pretendere di applicare alla lettera quelle ordinarie? Esiste cioè, di diritto e di fatto, una situazione tale da rendere impossibile o inutile o addirittura dannosa l'applicazione delle leggi positive ordinarie, e da esigere invece il ricorso all'applicazione di norme più alte, non certo arbitrarie ma previste dal legislatore e dal diritto divino? Leggi il documento in allegato qui sotto.
La Chiesa è in stato di emergenza. Non un’emergenza inventata dai commentatori, non uno stato d’animo prodotto dai social media, non una forma di isteria. È una vera emergenza, misurata non dai sentimenti ma dai fatti. Un’emergenza misurata dal silenzio dove dovrebbero esserci risposte. Dalla tolleranza dove dovrebbe esserci correzione. Da pastori che si rifiutano di denunciare i lupi mentre coloro che vogliono semplicemente badare al gregge vengono trattati come problemi.
Voglio essere molto chiaro: la questione non riguarda singoli individui. E non stiamo parlando di preferenze, né di semplice attaccamento al passato. Si tratta di sopravvivenza. La sopravvivenza non di un’istituzione, ma del sacerdozio stesso, dei sacramenti e della fede cattolica così come è stata ricevuta, trasmessa e preservata per secoli. Leggi tutto
Carissimi, vi scrivo mosso esclusivamente dall'amore per Cristo. Amore che chiede fedeltà, perseveranza, e a volte docilità finanche al martirio (che non sempre è di sangue). Vorrei con queste righe, in modo particolare nella Solennità odierna che ci ricorda come la regalità del Signor nostro Gesù Cristo non sia soltanto simbolica o spirituale, ma sociale, condividere con voi alcune importanti riflessioni in merito alla nostra comunità e alla nostra piena appartenenza alla Santa Madre Chiesa, mistico Corpo di Cristo, nella più totale adesione al deposito immutabile della fede, all'immutabile Sacrificio della Messa e ai Sacramenti come gli Apostoli li hanno tramandati e non come gli uomini li hanno voluti mutare a loro piacimento; nell'obbedienza cattolica ai legittimi pastori. Leggi tutto
Noi aderiamo con tutto il cuore e con tutta l'anima alla Roma cattolica custode della fede cattolica e delle tradizioni necessarie al mantenimento della stessa fede, alla Roma eterna, maestra di saggezza e di verità.
Noi rifiutiamo, invece, e abbiamo sempre rifiutato di seguire la Roma di tendenza neo-modernista e neo-protestante che si è manifestata chiaramente nel Concilio Vaticano II e dopo il Concilio, in tutte le riforme che ne sono scaturite.
Tutte queste riforme, in effetti, hanno contribuito e contribuiscono ancora alla demolizione della Chiesa, alla rovina del Sacerdozio, all'annientamento del Sacrificio e dei Sacramenti, alla scomparsa della vita religiosa, a un insegnamento neutralista e teilhardiano nelle università, nei seminari, nella catechesi, insegnamento uscito dal liberalismo e dal protestantesimo più volte condannati dal magistero solenne della Chiesa. Leggi tutto
La pratica della celebrazione delle SS. Messe Gregoriane si tratta della celebrazione ininterrotta di 30 SS. Messe a suffragio di un'Anima del Purgatorio.
La pia pratica è nata così. Un monaco del Convento di S. Gregorio Magno aveva accettato, senza il consenso del superiore, tre scudi d'oro da un suo beneficato (mancanza gravissima contro il voto di povertà, professato dai monaci). Deceduto il monaco poco tempo dopo, S. Gregorio, per dare una lezione esemplare a tutta la Comunità monastica lo fece seppellire fuori del Cimitero comune, gettando nella sua fossa i tre scudi d'oro. Qualche tempo dopo, preso da compassione, chiamò l'economo del monastero e gli disse: «Il nostro confratello è tormentato dalle pene del Purgatorio: incomincia subito per lui la celebrazione di 30 SS. Messe, senza interromperla».
Il monaco ubbidì; ma, per le troppe occupazioni, non pensò a contare i giorni. Una notte, gli apparve il monaco defunto e gli disse che se ne andava al Cielo, libero dalle sue pene. Si contò allora il numero delle SS. Messe celebrate in suo suffragio e si trovò che erano precisamente 30. D'allora invalse l'uso di far celebrare 30 SS. Messe per i Defunti, dette appunto Gregoriane dal nome di S. Gregorio: uso che è tuttora in vigore nei monasteri benedettini e trappisti e che Dio con molte rivelazioni ha fatto conoscere essergli molto gradito (Dialoghi, IV, 10).
«Delle preghiere della terra, in Purgatorio si riceve solo quel tanto che Dio vuole che ciascun'anima riceva secondo le disposizioni meritate. E' un dolore aggiunto per queste povere Anime il vedere che le preghiere per la loro liberazione, vengono applicate a chi ne è più degno. Il sollievo di ciascun'anima è proporzionato al suo merito» (Manoscritto del Purgatorio).
Che cosa è essenziale? Salvarsi l’anima! Sì, perché il corpo è comunque destinato a perire, l’anima invece vive in eterno, essendo spirituale e creata direttamente da Dio. Per questo è il nostro bene più prezioso, che va custodito con sapienza e che una volta condannata all’inferno dovrà patire per sempre.
Come si custodisce l’essenziale? Mettendolo al primo posto! Sì, altrimenti sono solo parole. Ciò vuol dire S. Messa e Sacramenti: quei mezzi ordinari con cui Dio ci sorregge e salva qui ed ora, quel toccarci efficace di Gesù Salvatore.
Amico e fratello sii dunque cristianamente sapiente, anche e soprattutto nell’ormai incipiente estate (che don Bosco, il grande Santo educatore, definiva senza mezzi termini vendemmia del demonio): specialmente se sei genitore o nonno aiuta ed educa figli e nipoti alla preghiera e al rispetto del precetto della Santa Messa festiva (altrimenti come potrai a settembre far riprendere il cammino di catechismo?!).
Si vuole recuperare, un’importante tradizione delle nostre parrocchie: l’Ufficiatura per i defunti Come insegna il catechismo è cosa preziosa suffragare per le anime dei cari morti, affinché abbia ad abbreviarsi la loro permanenza tra le fiamme dolorose e purificatrici del Purgatorio. Anime che, una volta giunte nel Santo Paradiso, ricambieranno intercedendo per noi. Dunque ogni primo lunedì del mese, salvo feste che suggeriscano una traslazione, la Santa Messa, con il relativo Ufficio dei defunti, sarà per tutte le anime purganti, in special modo per coloro che vorrete ricordare attraverso l’offerta della vostra presenza orante e munifica. Chi avesse desiderio di ricordare uno o più defunti in particolare, comunichi i nominativi per tempo in sacrestia. Dio ve ne renderà merito.
Padre Santo, Che attraverso il Tuo Figlio Gesù riversi senza misura il dono dello Spirito, custodisci questi Tuoi servi perché siano lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Maria, aurora di salvezza, guidi e sostenga il loro ministero. Amen.
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia: sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli. E tu, o principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell'Inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.
Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Mt 5,13-16
Verrà giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutandosi di dare ascolto alla verità per rivolgersi alle favole. S. Paolo - Seconda lettera a Timoteo
