Il sito, a cura della Congregazione degli Oblati di Santa Maria Nascente (COSMN) ha l'obiettivo di accogliere, custodire e tramandare la S. Messa apostolica secondo il rito ambrosiano (detto anche Vetus Ordo).
Di domenica in domenica la Chiesa di Dio diventa perfetta. Gli eletti, ovunque dispersi nel regno del male, lentamente si raccolgono in quello del bene. Ma questo svincolarsi da tutti i nemici è assai doloroso e difficile. Perciò la liturgia, che riflette questa lotta terribile, accanto alla pagina di gioia pone spesso quella del dolore. Tuttavia ecco la potentissima grazia di Dio, che interviene con strepitosi miracoli (Lez., Ep., Vang.). Questi doni di vita interiore, ben più preziosi di quelli esteriori, rinnovano la fede di tutti nell'Autore di ogni vittoria.
Ci hanno ripetuto per anni che un cattolico deve obbedire. Ed è vero. Ma la domanda decisiva è un’altra: che cosa accade quando chi esercita l’autorità non custodisce più ciò che la Chiesa ha sempre insegnato, ma impone ciò che i Papi precedenti avevano condannato?
In questa riflessione, don Claudio Crescimanno affronta il nodo più bruciante della crisi nella Chiesa: non qualche abuso liturgico, non qualche cedimento pastorale, non qualche episodio isolato di confusione dottrinale. Il problema è molto più profondo. Se la crisi riguarda l’autorità stessa, allora cambia tutto: cambia il senso dell’obbedienza, cambia il giudizio sul Vaticano II, cambia la lettura della situazione attuale, cambia anche il modo di comprendere lo stato di necessità.
Dalla crisi ariana a Sant’Attanasio, dalla Nouvelle Théologie al post-Concilio, fino alla domanda finale: si può essere obbligati a disobbedire per restare fedeli alla vera fede? Una riflessione breve, durissima, necessaria. Perché non sempre chi disobbedisce si ribella. A volte disobbedisce perché non vuole tradire.
Carissimi amici in Cristo, c'è un passo delle Scritture che mi turba da molti anni. È un passo che diventa sempre più inquietante con il passare del tempo e l'osservare il mondo che mi circonda. Nostro Signore dice: «Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi, tanto da ingannare, se possibile, anche gli eletti» (Mt 24,24).
Non i peccatori. Non gli increduli. Non coloro che hanno rigettato Dio. Gli eletti. Coloro che desiderano sinceramente seguirLo. Coloro che pregano. Coloro che vanno in chiesa. Coloro che si credono fedeli. Questo avvertimento dovrebbe farci fermare tutti di colpo. Perché la maggior parte di noi presume che, se si tratta di un inganno, lo riconosceremo.
Immaginiamo che il male si manifesti in tutta la sua macabra forma. Immaginiamo che la menzogna si riveli tale. Immaginiamo che non ci faremo mai ingannare. Eppure la storia ci insegna il contrario. Spesso, coloro che hanno accolto Cristo erano proprio quelli da cui meno ce lo si aspettava. E coloro che Gli si sono opposti erano spesso coloro che erano assolutamente certi di difendere Dio. Questo dovrebbe metterci a disagio.
Viviamo in un mondo che spesso sembra capovolto. Cose che un tempo apparivano ovvie ora non lo sono più. Persone che un tempo difendevano certi principi ora sembrano disposte ad abbandonarli. Istituzioni che un tempo sembravano affidabili hanno perso la fiducia di molti. Voci di cui ci fidavamo ci hanno deluso. Leader che ammiravamo ci hanno tradito. E molti cattolici si ritrovano a porsi una domanda dolorosa: “Cosa è successo?”.
Ma forse c'è una domanda ancor più importante. E se il pericolo maggiore non fosse ciò che accade intorno a noi? E se il pericolo maggiore fosse ciò che accade dentro di noi? Perché l'inganno raramente inizia con un rifiuto drastico della verità. Più spesso inizia con un piccolo compromesso, una piccola eccezione, una razionalizzazione, la disponibilità a scusare qualcosa che un tempo avremmo condannato. E di solito non facciamo questa eccezione perché abbiamo smesso di credere, ma perché viene fatta da persone di cui ci fidiamo.
Questo potrebbe essere uno dei più grandi pericoli spirituali della nostra epoca. Iniziamo a giustificare ciò che un tempo sapevamo essere sbagliato perché serve a una causa che sosteniamo. Iniziamo a tollerare ciò che un tempo rifiutavamo perché promuove obiettivi che consideriamo importanti. Iniziamo a difendere comportamenti che ci avrebbero scandaliz-zato solo pochi anni prima. E alla fine ci ritroviamo in un posto in cui non avremmo mai voluto andare.
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Don Claudio Crescimanno ci accompagna in un'attenta disamina della crisi della chiesa aiutandoci a focalizzarne ogni tappa e ogni causa ad essa collegata.
Parte 5
Eppure questi movimenti minoritari riuscirono ad esercitare una forte influenza nel Concilio Vaticano II, su cosa hanno fatto leva?
16. I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, che cosa meritano?
18. Perché Dio premia i buoni e castiga i cattivi?
20. Come Si chiamano le tre Persone della Santissima Trinità?
21. Delle tre Persone della Santissima Trinità Si è incarnata e fatta uomo Alcuna?
Lo “stato di necessità”: che cos'è questo stato, e quali facoltà giuridiche permette di esercitare? È forse lo stato di necessità una sorta di giungla, di regressione a uno stato pre-sociale, o è invece una situazione straordinaria in cui si applicano norme straordinarie, mentre sarebbe erroneo pretendere di applicare alla lettera quelle ordinarie? Esiste cioè, di diritto e di fatto, una situazione tale da rendere impossibile o inutile o addirittura dannosa l'applicazione delle leggi positive ordinarie, e da esigere invece il ricorso all'applicazione di norme più alte, non certo arbitrarie ma previste dal legislatore e dal diritto divino? Leggi il documento in allegato qui sotto.
La Chiesa è in stato di emergenza. Non un’emergenza inventata dai commentatori, non uno stato d’animo prodotto dai social media, non una forma di isteria. È una vera emergenza, misurata non dai sentimenti ma dai fatti. Un’emergenza misurata dal silenzio dove dovrebbero esserci risposte. Dalla tolleranza dove dovrebbe esserci correzione. Da pastori che si rifiutano di denunciare i lupi mentre coloro che vogliono semplicemente badare al gregge vengono trattati come problemi.
Voglio essere molto chiaro: la questione non riguarda singoli individui. E non stiamo parlando di preferenze, né di semplice attaccamento al passato. Si tratta di sopravvivenza. La sopravvivenza non di un’istituzione, ma del sacerdozio stesso, dei sacramenti e della fede cattolica così come è stata ricevuta, trasmessa e preservata per secoli. Leggi tutto
Carissimi, vi scrivo mosso esclusivamente dall'amore per Cristo. Amore che chiede fedeltà, perseveranza, e a volte docilità finanche al martirio (che non sempre è di sangue). Vorrei con queste righe, in modo particolare nella Solennità odierna che ci ricorda come la regalità del Signor nostro Gesù Cristo non sia soltanto simbolica o spirituale, ma sociale, condividere con voi alcune importanti riflessioni in merito alla nostra comunità e alla nostra piena appartenenza alla Santa Madre Chiesa, mistico Corpo di Cristo, nella più totale adesione al deposito immutabile della fede, all'immutabile Sacrificio della Messa e ai Sacramenti come gli Apostoli li hanno tramandati e non come gli uomini li hanno voluti mutare a loro piacimento; nell'obbedienza cattolica ai legittimi pastori. Leggi tutto
Noi aderiamo con tutto il cuore e con tutta l'anima alla Roma cattolica custode della fede cattolica e delle tradizioni necessarie al mantenimento della stessa fede, alla Roma eterna, maestra di saggezza e di verità.
Noi rifiutiamo, invece, e abbiamo sempre rifiutato di seguire la Roma di tendenza neo-modernista e neo-protestante che si è manifestata chiaramente nel Concilio Vaticano II e dopo il Concilio, in tutte le riforme che ne sono scaturite.
Tutte queste riforme, in effetti, hanno contribuito e contribuiscono ancora alla demolizione della Chiesa, alla rovina del Sacerdozio, all'annientamento del Sacrificio e dei Sacramenti, alla scomparsa della vita religiosa, a un insegnamento neutralista e teilhardiano nelle università, nei seminari, nella catechesi, insegnamento uscito dal liberalismo e dal protestantesimo più volte condannati dal magistero solenne della Chiesa. Leggi tutto
La pratica della celebrazione delle SS. Messe Gregoriane si tratta della celebrazione ininterrotta di 30 SS. Messe a suffragio di un'Anima del Purgatorio.
La pia pratica è nata così. Un monaco del Convento di S. Gregorio Magno aveva accettato, senza il consenso del superiore, tre scudi d'oro da un suo beneficato (mancanza gravissima contro il voto di povertà, professato dai monaci). Deceduto il monaco poco tempo dopo, S. Gregorio, per dare una lezione esemplare a tutta la Comunità monastica lo fece seppellire fuori del Cimitero comune, gettando nella sua fossa i tre scudi d'oro. Qualche tempo dopo, preso da compassione, chiamò l'economo del monastero e gli disse: «Il nostro confratello è tormentato dalle pene del Purgatorio: incomincia subito per lui la celebrazione di 30 SS. Messe, senza interromperla».
Il monaco ubbidì; ma, per le troppe occupazioni, non pensò a contare i giorni. Una notte, gli apparve il monaco defunto e gli disse che se ne andava al Cielo, libero dalle sue pene. Si contò allora il numero delle SS. Messe celebrate in suo suffragio e si trovò che erano precisamente 30. D'allora invalse l'uso di far celebrare 30 SS. Messe per i Defunti, dette appunto Gregoriane dal nome di S. Gregorio: uso che è tuttora in vigore nei monasteri benedettini e trappisti e che Dio con molte rivelazioni ha fatto conoscere essergli molto gradito (Dialoghi, IV, 10).
«Delle preghiere della terra, in Purgatorio si riceve solo quel tanto che Dio vuole che ciascun'anima riceva secondo le disposizioni meritate. E' un dolore aggiunto per queste povere Anime il vedere che le preghiere per la loro liberazione, vengono applicate a chi ne è più degno. Il sollievo di ciascun'anima è proporzionato al suo merito» (Manoscritto del Purgatorio).
Si vuole recuperare, un’importante tradizione delle nostre parrocchie: l’Ufficiatura per i defunti Come insegna il catechismo è cosa preziosa suffragare per le anime dei cari morti, affinché abbia ad abbreviarsi la loro permanenza tra le fiamme dolorose e purificatrici del Purgatorio. Anime che, una volta giunte nel Santo Paradiso, ricambieranno intercedendo per noi. Dunque ogni primo lunedì del mese, salvo feste che suggeriscano una traslazione, la Santa Messa, con il relativo Ufficio dei defunti, sarà per tutte le anime purganti, in special modo per coloro che vorrete ricordare attraverso l’offerta della vostra presenza orante e munifica. Chi avesse desiderio di ricordare uno o più defunti in particolare, comunichi i nominativi per tempo in sacrestia. Dio ve ne renderà merito.
Che cosa è essenziale? Salvarsi l’anima! Sì, perché il corpo è comunque destinato a perire, l’anima invece vive in eterno, essendo spirituale e creata direttamente da Dio. Per questo è il nostro bene più prezioso, che va custodito con sapienza e che una volta condannata all’inferno dovrà patire per sempre.
Come si custodisce l’essenziale? Mettendolo al primo posto! Sì, altrimenti sono solo parole. Ciò vuol dire S. Messa e Sacramenti: quei mezzi ordinari con cui Dio ci sorregge e salva qui ed ora, quel toccarci efficace di Gesù Salvatore.
Amico e fratello sii dunque cristianamente sapiente, anche e soprattutto nell’ormai incipiente estate (che don Bosco, il grande Santo educatore, definiva senza mezzi termini vendemmia del demonio): specialmente se sei genitore o nonno aiuta ed educa figli e nipoti alla preghiera e al rispetto del precetto della Santa Messa festiva (altrimenti come potrai a settembre far riprendere il cammino di catechismo?!).
Padre Santo, Che attraverso il Tuo Figlio Gesù riversi senza misura il dono dello Spirito, custodisci questi Tuoi servi perché siano lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Maria, aurora di salvezza, guidi e sostenga il loro ministero. Amen.
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia: sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli. E tu, o principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell'Inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.
Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Mt 5,13-16
Verrà giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutandosi di dare ascolto alla verità per rivolgersi alle favole. S. Paolo - Seconda lettera a Timoteo
