La notte della chiesa

A cura di don Claudio Crescimanno

Proponiamo questo ciclo di catechesi sulla crisi attuale della chiesa per la sua chiarezza e semplicità. È possibile seguire la catechesi su YouTube a questo link. Abbiamo qui convenuto realizzare una versione condensata che possa focalizzarsi sui punti più importanti di ogni puntata, al fine di esser se stesso un mini compendio.

1. I numeri della crisi

La crisi della chiesa si manifesta con il Concilio Vaticano II (1962-1965)

 

BATTEZZATI

  • Cattolici battezzati in Italia (non necessariamente praticanti) dal CVII ad oggi: da 99,9% a 75%
  • Chi rifiuta il Battesimo? 16% di italiani atei, 4% di italiani protestanti, 5% di italiani/stranieri appartenenti ad altre religioni. 
  • Oggi 1 persona su 4 non è battezzata.

SACERDOTI 

  • Dal CVII ad oggi: da 72.000 a 29.000 sacerdoti diocesani e di vari ordini religiosi (-60%)
  • Età media sacerdoti dal CVII ad oggi: da 40 a oltre 60 anni
  • Seminaristi dal CVII ad oggi: da 6.500 a 1.800 (-70%)

Suore: dal CVII ad oggi è rimasta 1 suora su 5 con un’età media di 70 anni di cui in maggioranza proveniente dall’estero.

 

FREQUENZA DOMENICALE

  • Dal CVII ad oggi: dal 30% al 5%
  • Il COVID che ha interrotto la frequentazione domenicale di 2 persone su 3 (dati di Avvenire).

Frequentazione domenicale oggi suddivisa per fasce di età:

Anziani e adulti sono i maggiori frequentatori; 8-10 anni hanno una buona frequentazione (complice il ricatto sacramentale, per prepararsi alla S. Comunione), 11-13 anni meno presenti della fascia precedente (la Cresima non suscita lo stesso interesse della S. Comunione), 15-30 anni quasi assenti nella frequentazione domenicale.

 

I (pochi) protagonisti della chiesa oggi sono ancora cattolici?

  • Dottrina: credono nelle stesse cose in cui credevano i nostri nonni-bisnonni (prima del CVII)?
  • Morale: praticano uno stile di vita come quella dei nostri nonni-bisnonni?
  • Liturgia: pregano come i nostri nonni-bisnonni?

La risposta è ovviamente NO e verrà approfondita in seguito.

 

Il Concilio Vaticano II è stata la Chernobyl della Chiesa cattolica, hanno cioè cominciato a nascere galline a due teste: cattolici che sono un po’ cattolici e un po’ liberali, un po’ cattolici un po’ protestanti, un po’ cattolici un po’ marxisti, un po’ cattolici un po’ ecologisti, un po’ di Cristo e un po’ del mondo.

 

Questo cambiamento è buono?

I dati sopra ne indicano gli effetti: seminari vuoti, conventi vuoti, chiese vuote.

 

Il CVII doveva portare ad una nuova primavera della chiesa ma già nel 1970 Paolo VI nutriva diversi dubbi… nonostante tutto ancora oggi si nega il fallimento convinti che e se non ci fosse stato il CVII sarebbe andata anche peggio.

 

Si è provato a dare la colpa della crisi alla secolarizzazione, ma cosa è la secolarizzazione? È il mondo che si allontana da Dio. Però il CVII dice che il mondo è buono, ma se il mondo è buono perché si allontana da Dio?

 

Si è passati quindi al pochi ma buoni… sul “pochi” parlano i numeri… i buoni li giudicherà il Signore, non possiamo incensarci da soli.

 

Oggi la chiesa si autoassolve nascondendosi nella speranza, nella bontà e nell’ottimismo, tacciando i realisti come profeti di sventura.

 

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2. Il grande alibi

La colpa della crisi della chiesa non è da attribuirsi ad un fenomeno interno alla chiesa, ma ad un fenomeno esterno: la secolarizzazione.

 

La secolarizzazione è il rifiuto della dimensione religiosa a favore di una visione più materialista della realtà. 

 

Nonostante questo fenomeno interessi l’occidente, la crisi della chiesa investe tutto il mondo, compresi quei paesi che un tempo erano visti come la speranza futura della chiesa (Asia e Arica).

  • In Africa per 100 anni c’è stata un’esplosione di conversioni, dal Concilio Vaticano II ad oggi l’Islam cresce 10 volte più del cattolicesimo.
  • In America Latina da decenni milioni di cattolici passano alle confessioni protestanti (pentecostali) più integraliste, più identitarie e più combattive.

La secolarizzazione è sia causa che effetto della crisi della chiesa:

  • più avanza la secolarizzazione più la chiesa fatica a mantenere le proprie posizioni.
  • più la chiesa indietreggia nelle sue posizioni più avanza la secolarizzazione.

L’uomo moderno mantiene una spiritualità vaga che non contrasta con la sua visione materialista, consumista e utilitaristica della realtà.

 

Dal CVII la chiesa ha diluito l’insegnamento in un linguaggio ordinario fatto di luoghi comuni e slogan condivisibili.

 

Il primato della chiesa cattolica apostolica viene quindi visto come un ostacolo all’apertura al mondo e alle altre religioni. Guardando “a ciò che unisce, non a ciò che divide” si è finito per ammettere che tutte le religioni, le filosofie, le spiritualità, le esperienze… hanno la loro parte di Verità e danno il loro apporto salvifico.

 

Chi oggi all’interno della chiesa vuole ribadire la propria identità cattolica viene scoraggiato nel farlo dalla chiesa stessa. 

 

Le radici di questo nuovo modo di pensare affondano nel modernismo, un movimento filosofico che nasce nel 1500 e con Lutero, con l’Illuminismo, con il Positivismo e con il ‘68 italiano, arriva ai giorni nostri. 

 

Si passa da Dio che salva l’uomo, all’uomo che salva se stesso attraverso la scienza, la tecnica e il progresso.

 

L’uomo, che pensa di vivere nell’unico mondo possibile da poter modellare e aggiustare da sé, ha perso il concetto di salvezza. Da cosa dobbiamo salvarci? 

 

Dal 1500 la chiesa ha condannato tutte le opere della modernità, opponendosi ad un mondo che si opponeva a Dio. 

 

Un mondo contro Dio prima o poi diventa un mondo contro l’uomo: se Dio non c’è allora l’uomo è un animale e non ha una sua dignità intrinseca.

 

Nonostante la ferma opposizione la chiesa non è riuscita a fermare l’avanzata della modernità, che nel corso della storia ha potuto disporre di sostegno e strumenti di enorme efficacia.

 

Frustrati da questa apparente sconfitta nel 1930 alcuni teologi e pastori incominciano a pensare che la chiesa stesse sbagliando e che fosse necessario un cambio di rotta, nasce così una frenesia del cambiamento, un’eccitazione verso un adeguamento che ridarà alla chiesa il suo posto nel mondo.

 

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3. Il capolavoro del Nemico

La chiesa oggi è debole e confusa, ciò dipende da 3 momenti progressivi legati l’uno all’altro.

 

1 - IL MOVIMENTO MODERNISTA (1900).

Filosofi, teologi e uomini di cultura asserivano che la chiesa fosse malata. Un processo degenerativo iniziato dal 1500 da quando il cristianesimo (religione cristiana) è divientato cristianità (civiltà cristiana).

 

Secondo loro diventando società la chiesa ha assimilato le logiche mondane: prestigio, potere, fasto. Quindi per tornare alla vera fede la chiesa si sarebbe dovuta togliere dalla società, purificandosi coisì da prestigio, potere, fasto.

 

Era quindi indispensabile ripensare la teologia (troppo statica), la morale (troppo intransigente) e la liturgia (troppo sacrale ed esclusiva); adeguarsi al mondo ammettendo che non esiste una Verità valida per tutti i tempi, tutti i luoghi e tutti gli uomini. Ma una verità mutabile aperta al mondo e alle altre confessioni. 

 

Riflessione: se non c’è una Verità stabile e quello di ieri oggi non vale più, allora anche quello di oggi, domani non varrà più! Se non c’è più un’oggettività del Vero e del Bene, non c’è più una base per il rapporto tra Dio e l’uomo.

 

Per il movimento modernista la fede deve diventare un’esperienza soggettiva (sentimento e non ragione).

 

Nonostante i Papi dell’epoca abbiano condannato il modernismo, giovani studenti di filosofia e di teologia ne rimasero affascinati.

 

2. - 1930-50 NASCE LA NOUVELLE THÈOLOGIE o neomodernismo, gentile, da salotto, seducente.

 

Esponenti come De Lubac, Rahner, Congar, Chenu, Küng, Ratzinger, Von Baltasar… riescono a occupare le cattedre più importanti e pubblicare numerosi libri influenzando clero e laici impegnati.

 

Si vuole rilegge la storia: avevano ragione Lutero, l’Illuminismo, il liberalismo; la gerarchia del tempo arroccata sulle sue posizioni non ha saputo cogliere queste opportunità.

 

Si vuole un’esegesi biblica liberale (evoluzione del dogma), una morale situazionale, una liturgia orizzontale (sacerdote-assemblea), una struttura sinodale (democratica), un sacerdote presidente e non Alter Christus.

 

Si vuole abbandonare la vecchia chiesa e ricominciare, rivalutando ciò che fino ad allora è stato condannato. Protestanti, illuministi, massoli, liberali, modernisti, socialisti e positivisti hanno capito il Vangelo meglio della chiesa negli ultimi 500 anni.

 

3. - IL CONCILIO VATICANO II è l’occasione per attuare la riconversione evangelica.

 

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