Dio premia i buoni e castiga i cattivi perché è giustizia infinita.
A Me la vendetta; Io farò giustizia, dice il Signore (Rm 12, 19). Il signore prova il giusto e il malvagio; ma chi ama la prepotenza, Egli lo odia di cuore. Pioverà sui malvagi brace di fuoco; zolfo e vento avvampante è la parte della loro coppa. Poiché giusto è il Signore, e ama le giuste azioni. I retti vedranno il Suo Volto (Sal 10, 6-8).
Nostro Signore ci ha descritto diffusamente come sarà fatto da Lui il Giudizio universale, che segnerà il trionfo della divina giustizia, non lascerà nessun peccato impunito e nessuna opera buona senza premio (v. Mt 25, 31-46).
La giustizia è la virtù che dà a ciascuno ciò che gli è dovuto, assegnando il castigo proporzionato alla colpa e il premio corrispondente al merito. La giustizia di Dio, come tutte le altre Sue perfezioni, è infinita e s'identifica con Lui. Come giustizia infinita, Dio non potrebbe assegnare la stessa sorte ai buoni che Lo amano e Lo servono fedelmente, e ai cattivi, che col peccato calpestano i Suoi comandamenti e disprezzano la Sua volontà.
RIFLESSIONE: Se a trattenerci dal male e a spronarci al bene non basta l'amore di carità, servano almeno il timore del castigo e il desiderio del premio!
ESEMPIO:
- Al primo peccato, commesso dai nostri progenitori nel Paradiso terrestre, seguì subito il castigo divino con l'esclusione dal luogo di delizie, l'esilio, la perdita della divina amicizia, la condanna alla morte, all'ignoranza, al lavoro e a tutte le malattie e miserie della vita (v. Gn 3, 14-24).
- La misericordia divina sopportò a lungo i peccati dei discendenti di Adamo, che diventavano sempre peggiori; ma alla fine la giustizia intervenne e punì l'umanità col diluvio universale. Tutti gli uomini perirono, eccetto Noè con la sua famiglia, che fu salvato perché era un uomo giusto (v. Gn cc. 6-7).
- Quando poi il Figlio dell'uomo verrà nella Sua gloria e con Lui tutti gli Angeli, allora Egli Si siederà sul trono della Sua gloria; e tutte le nazioni si raduneranno dinanzi a Lui e separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capretti, mettendo le pecore alla Sua destra e i capretti alla sinistra. Allora il Re dirà a quelli che saranno alla Sua destra: «Venite, benedetti dal Padre Mio, a prendere possesso del regno che vi è stato preparato fin dall'origine del mondo. Perché Io ebbi fame e Mi deste da mangiare; ebbi sete, e voi Mi deste da bere... Ogni volta che avete fatto questo a uno di questi minimi tra i Miei fratelli, l'avete fatto a Me». A quelli invece che saranno alla sinistra dirà: «Via da Me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ebbi fame e non Mi deste da mangiare; ebbi sete e non Mi deste da bere... Ogni volta che non avete fatto questo a uno di questi piccoli, non l'avete fatto a Me. E questi andranno all'eterno supplizio, e i giusti alla vita eterna (Mt 25, 31-35.40-43.45-46).
